Lotta alla povertà

Contribuire alla lotta alla povertà e allo sviluppo rurale nel Nord e Sud Kivu (RDC), ponendone al centro le comunità locali come attori protagonisti dei processi di crescita economica e sociale del proprio territorio, è il primo obettivo. Sarà infatti creato un polo di sviluppo trainato dalle piantagioni salesiane di Shasha (Nord Kivu) e Nyangoma (Sud Kivu), con una scuola di formazione professionale agricola per giovani e per formare gli agricoltori ed allevatori del territorio ed un Centro di Servizi per la popolazione locale, con l’obiettivo di stimolare l’associazionismo produttivo, fornire prodotti della filiera alimentare al mercato locale e caffè di qualità per l’export, ed aumentando così la sicurezza alimentare, la protezione sociale e lo sviluppo sociale ed economico delle zone d’intervento. Investire, per il rilancio di queste zone che sono caratterizzate da una situazione ancora critica, sul binomio formazione – sviluppo rurale partecipato, significa agire sulla qualità e sulla sicurezza del cibo, valorizzando le tradizioni alimentari locali e rendendole sinergiche con accresciute competenze tecniche e gestionali. Le produzioni ottenute in queste zone rurali, in una logica di mercato, andranno a beneficio della popolazione sia rurale che della città di Goma, sul cui mercato saranno immessi prodotti alimentari a prezzi contenuti, e d’altro canto avranno anche l’effetto positivo diretto di migliorare le capacità generatrici di reddito e le condizioni di vita dei coltivatori ed allevatori del Nord e Sud Kivu. Il progetto si inserirà inoltre nel percorso tracciato da Expo 2015, mirando a rafforzare la qualità e la sicurezza dell’alimentazione dei beneficiari, assicurando loro un’alimentazione sana, di qualità ed a prezzi contenuti, contribuendo così all’eliminazione della fame, della sete, della mortalità infantile e della malnutrizione. Inoltre, il progetto rappresenterà un’opportunità di innovazione tecnologica per l’intera filiera alimentare dei due Kivu, facilitando l’accesso a nuove competenze ai giovani attraverso la creazione di una scuola di formazione professionale agraria e ai coltivatori diretti attraverso la creazione di percorsi formativi adeguati, in collaborazione con la FAO e con la Direzione Provinciale dell’Agricoltura.